sabato 21 aprile 2012

UNESCO Giornata mondiale del libro


L’idea della Giornata mondiale del libro e del Diritto d’autore ha la sua origine in Catalogna dove, il 23 aprile, festa di San Giorgio, viene offerta una rosa per ogni libro venduto. La data ha, inoltre, un particolare valore simbolico poiché il 23 aprile del 1616 vennero a mancare contemporaneamente Cervantes, Shakespeare e l’Inca Garcilaso de la Vega.
Attraverso la celebrazione in tutto il mondo della Giornata del Libro e del Diritto d’autore, l’UNESCO intende pagare un tributo universale ai libri e agli autori, incoraggiando il piacere della lettura ed il rispetto per l’insostituibile ruolo di coloro che hanno costruito il progresso sociale e culturale dell’Umanità.

"Storie d'amore inventato"


messinscena d’affanni in cinque quadri e un casello
*dall’omonima raccolta di racconti di Loredana De Vitis*
Questa è da bruciare (2/5)
Sabato 28 aprile 2012 - Casa Cantoniera Km97
via della Ferrandina 5, provinciale Lecce-Novoli (Le)
inizio ore 21.47, ingresso libero riservato ai soci


con Assunta Fanuli
musica Cristina Cagnazzo, Eva Muia
introduce e conclude Gianpaolo Chiriacò

Messinscena d’affanni in cinque quadri e un casello è una rassegna ispirata alla raccolta di racconti di Loredana De Vitis ‘storie d’amore inventato’, vincitrice di Subway-Letteratura 2011 con il racconto ‘rossella e andrea. e Rossella e Andrea’.
Loredana De Vitis (Lecce, ’78) è laureata in Filosofia, fa la giornalista ma soprattutto lavora con le parole. Pubblicata in forma di autoproduzione, ‘storie d’amore inventato’ è una raccolta di racconti che Loredana presenta ininterrottamente dal settembre 2010 in giro per l’Italia nei fine settimana, e in Puglia anche dal lunedì al venerdì. A circa due anni di distanza, dopo centinaia di chilometri, tappe e presentazioni, la raccolta si apre alle libere interpretazioni di artisti che mettono in scena i cinque affanni d’amore raccontati dall’autrice: interpretazioni talmente libere che sia la scrittrice, sia gli organizzatori, sia il pubblico potranno conoscere la natura delle performance soltanto nel corso delle serate. Danza, musica, teatro e arti figurative interagiscono in cinque serate – una per racconto – ospitate in un casello ferroviario ristrutturato e divenuto uno strano contenitore: il Km97 (via della Ferrandina 5, sulla provinciale Lecce-Novoli), la casa di SUM, storica associazione che da anni si occupa di trovare spazi fisici e virtuali per le creatività.

Loredana si mette quindi totalmente in gioco affidandosi alla sensibilità artistica di:

Massimiliano Manieri, scrittore e performer (per la prima serata, che si è svolta sabato 17 marzo)
Assunta Fanuli, che “ricerca e sperimenta il Sé attraverso la danza storica, il teatro e i costumi”
Alessandra Pallara, coreografa e danzatrice
Giovanni Carrozzini, studioso di filosofia
Lea Barletti, attrice

Cinque racconti per cinque serate, ospitate tra marzo e settembre 2012 nel casello ferroviario ristrutturato dall’associazione Sum, Km97. Ogni serata sarà documentata dalle immagini di Annalinda Piroscia e i testi di Ubaldo Villani-Lubelli.

LA SECONDA SERATA - LA STORIA
Sabato 28 aprile il Km97 accoglierà il secondo dei cinque appuntamenti del nostro viaggio attraverso le ‘storie d’amore inventato’. La storia protagonista questa volta è “Questa è da bruciare”. È il racconto di una lettera, quella con cui una donna sta per lasciare il suo uomo. Forse. Perché mentre questa lettera “scritta nemmeno a mano” si compone pian piano, la vita continua: il sugo sul fuoco, le camicie da stirare, i calzini da piegare. E forse proprio questa vita, fatta di cose così minute, è capace di spegnere il grande fuoco di quella lettera che annuncia l’abbandono. Chi o cosa vincerà? I pensieri della lettera o i gesti della vita? Il coraggio della protagonista o la sua codardia? La volontà di movimento o l’immobilità concreta?
La serata sarà presentata da Gianpaolo Chiriacò, ricercatore, editor (‘Jazz People’ e ‘Rock People’) e critico musicale (per Jazzit e Muz). Per cinque anni ha tenuto i seminari di guida all’ascolto e i laboratori di Storia e critica del jazz e del rock presso l’Università del Salento. Attualmente è coordinatore delle attività di ricerca del Center for Black Music Research/Europe, sede europea di un centro di ricerca del Columbia College di Chicago, che si occupa di cultura e musica afroamericane.

programma completo e aggiornamenti su http://www.loredanadevitis.com/it/messinscenadaffanniincinquequadrieuncasello/ il racconto e le immagini della prima serata su http://www.loredanadevitis.com/it/messinscena-daffanni-quadro-1-di-5-su-acqua-e-rose-gerani-e-cose/

venerdì 20 aprile 2012

La prima lettura alla libreria Milano Libri, 19 aprile

a cura di Michele Mariniello, Accademia Filodrammatici
il brano è stato dedicato al pubblico milanese ed è una 'cucitura' liberamente tratta da "Tunisi, taxi di sola andata".


La porta è ancora chiusa. Resto in piedi con la valigia e la borsa strette a me. L’ansia sta cedendo il posto all’eccitazione. Ormai è tardi per voltarmi indietro. Comunque andrà sarà un viaggio senza ritorno. Attendo solo che il portellone dell’aereo si apra. Aspetto che il vento caldo e l’aria salmastra mi avvolgano. Sorrido, a nessuno, al sole che mi abbaglia e sento l’abbraccio quasi violento della luce. Mi immergo nel calore ventoso, come rassicurata. È la prima volta che a Tunisi nessuno mi aspetta. Sono io che andrò a prendere qualcuno, sempre che lo trovi. Avevo deciso di fare una fare una pausa di riflessione proprio dove mi aveva portato chi ora fuggivo e per tanto tempo avevo seguito; a tratti inseguito.
Non ho resistito a tornare a’ La Marsa, per vedere il calare della sera e ascoltare il silenzio della Corniche durante la rottura del digiuno, mentre le famiglie si raccolgono nelle case per banchetti e libagioni. Il taxi corre veloce lungo la collina di Byrsa. Ogni volta che percorro questa strada mi viene in mente come in fondo anch’io, mediterranea del nord, appartenga a questi luoghi. Qui Didone fondò Cartagine, fuggendo da Tiro dove il re, suo padre, la voleva sposa ad un uomo che lei non amava.
Corre veloce quest’autista silenzioso, forse contrariato per l’ora e una corsa imprevista. Ascolto il profumo del suo gelsomino infilato dietro l’orecchio e mi lascio portare. Arrivo di fronte al portone di una tipica casa locale, bianca e turchese bollente come la lacca del suo legno. Mi viene in contro Amel, festosa. In pochi minuti ho l’impressione di scivolare nel tempo entrando nelle pagine di racconti di un altro mondo. La tavola è imbandita con cura ed essenzialità e “ci sono tutti i profumi del giardino tradizionale, mi racconta sua madre, dal gelsomino alla bouganville, al limone e arancio, verbena e menta. È un equilibrio tra profumi di fiori e sapori di frutti e di erbe per infusi e per arricchire i piatti. Così sono i nostri giardini”. Il discorso scivola tra un piatto e l’altro, tante piccole portate, dalla zuppa alle insalate con una mescolanza di gusti e colori. “Piccole porzioni, dice la mamma, perché gli algerini non sono così generosi. Hanno imparato a fare scorta del cibo”, quasi sussurra, le labbra allungate in un sorriso trattenuto.

"Tunisi, taxi di sola andata" a Milano, 19 aprile 2012


Presentazione di Tunisi, taxi di sola andata a Milano, libreria Milano Libri. Insieme all'autrice, Ilaria Guidantoni, il presidente del Touring Club Italiano, Franco Iseppi, e Laura Silvia Battaglia, inviata esteri di Avvenire. Letture a cura dell'attore Michele Mariniello

giovedì 19 aprile 2012

Presentazione del libro "Islam tra pace e guerra" di Antonella Colonna Vilasi


Sabato 28 aprile, alle 18.30, GRIOT presenta Islam tra pace e guerra di Antonella Colonna Vilasi

. Assieme all’autrice, il libro sarà presentato dalla giornalista e scrittrice Ilaria Guidantoni, autrice del romanzo Tunisi, taxi di sola andata.
Libreria GRIOT
Via di Santa Cecilia 1/A 00153 Roma

"Tunisi, taxi di sola andata" a Gold TV

Il romanzo sarà ospite a Libri Oggi di Andrea Menaglia, domenica 29 aprile alla trasmissione in onda alle 19.55 e incontemporanea sul saltellite silver 892 di sky. Replica il mercoledì 2 maggio, alle 22.40, su Lazio Tv Roma.

"Libia inedita" di Vermondo Brugnatelli

Oggi a Milano alla libreria del Mondo Offeso (Corso Garibaldi, 20) dalle ore 19,00, la presentazione di questo nuovo testo sul mondo arabo in fermento.

mercoledì 18 aprile 2012

"La parola e la scena" di Silvana Matarazzo


Roma, Teatro Argentina, Martedì 17 aprile 2012

articolo a cura di Adele Maddonni*

Pomeriggio di parole a teatro, nella Sala Squarzina del Teatro Argentina di Roma, in occasione della presentazione del volume di Silvana Matarazzo, La parola e la scena, (Editrice ZONA), una ricognizione sulla scrittura teatrale italiana dagli inizi degli anni Ottanta, attraverso dieci conversazioni con altrettanti drammaturghi - Manlio Santanelli, Franco Scaldati, Ugo Chiti, Enzo Moscato, Giuseppe Manfridi, Edoardo Erba, Antonio Tarantino, Spiro Scimone, Emma Dante, Letizia Russo -; a chiudere il ciclo di testimonianze l’attore e regista Toni Servillo.
Insieme alla scrittrice sono intervenuti il giornalista e critico teatrale Antonio Audino, autore della prefazione del libro, e due dei drammaturghi intervistati, Giuseppe Manfridi e Spiro Scimone.
Nel suo intervento di apertura, prima di lasciare la parola all’autrice, Audino ha sottolineato come la scrittura teatrale degli ultimi trent’anni sia stata di livello assoluto, pur non rimanendo scrittura “da laboratorio”, ma riservando grande attenzione alla realtà italiana. Forte è stato il legame con la radice locale, sia per l’ambito di visuale scelto sia dal punto di vista linguistico. Una scrittura che ha dedicato grande attenzione a zone critiche, di sofferenza della realtà del nostro paese ma non limitandosi ad una mera registrazione del dato reale, mantenendo alto il livello di elaborazione formale.
L’autrice parte dagli anni Settanta, con il teatro di avanguardia (in cui la parola era mero pretesto, mentre predominavano il gesto, i movimenti, la luce), indicando come spartiacque Uscita d’emergenza di Manlio Santanelli (1983), testo con cui si riscopre il bisogno di raccontare attraverso la parola. L’obiettivo è dar vita ad una riflessione, attraverso il vissuto, le storie e le esperienze degli autori interessati, facendo raccontare loro, in presa diretta, la propria esperienza: come nasce la scrittura di un autore, che cos’è una poetica teatrale, qual è l’importanza della lingua?
Da parte dei drammaturghi è emerso il bisogno di trovare una lingua che riuscisse a riunire lo iato che si era venuto a creare tra parola e scena, di trovare una “parola” per raccontare il proprio tempo; da cui l’ampio ricorso al dialetto, non solo in quanto lingua degli affetti, ma proprio per il ritmo, per la musicalità e la possibilità di conferire “corpo” che lo caratterizzano.
Giuseppe Manfridi ha spiegato come il grande avversario del drammaturgo italiano sia proprio la lingua italiana, una sorta di “Esperanto nazionale”, che riassume e suggella nel proprio corpus una serie eterogenea di parole e vezzi idiomatici. La lingua tedesca si presta a tradurre in parola detta il pensiero filosofico; quella inglese è fatta per la drammaturgia, per la maggiore presenza al proprio interno di consonanti, e per la modulazione che questo comporta nelle fasi del respiro: è una lingua che è già voce (e la voce è un’estensione del corpo) e si presta perciò fortemente a redigere dialoghi.
La lingua di Dante, così ricca di vocali, è più adatta ad essere letta; per questo gli autori di testi teatrali finiscono per preferire il dialetto, o addirittura l’idioletto, una lingua “calda”, che è anche una chiave narrativa, serve al drammaturgo perché frantuma la parola, rende la lingua concreta nella sillaba.
Anche Spiro Scimone si è soffermato sul fatto che nello scrivere per il teatro, per riuscire a dare concretezza, vita, il drammaturgo deve “scrivere con il corpo”. Allo stesso modo l’attore deve trovare il “corpo” del personaggio, non soltanto la voce.
Il teatro ha bisogno, si fonda sull’interazione di autore, attore e spettatore: da questi tre elementi non si può prescindere. L’autore deve già tenere conto del fatto che ci sarà un corpo dell’attore, che darà concretezza alle parole scritte. Il corpo dell’attore entra a sua volta in relazione con quello dello spettatore. Questa relazione avviene attraverso l’ascolto: delle parole ma anche dei silenzi, che sono delle “parole non dette”, “spazi” che si vengono a trovare tra una parola forte, che precede e prepara al silenzio, ed una ancora più forte, che ad esso segue, sottolineandolo ulteriormente. La dinamica parole-silenzi mette in moto e alimenta l’immaginazione. Ma anche le parole nel teatro, mentre ci dicono alcune cose, ne tralasciano altre, o semplicemente alludono, lasciando all’immaginazione dello spettatore il compito di proseguire il percorso o colmare i “vuoti”.
Significativo ed emblematico, l’aneddoto raccontato dal drammaturgo messinese a conclusione del suo intervento, riguardo una scena del suo testo teatrale Bar (1997), da lui aggiunta alla prima versione dell’opera, su sollecitazione di uno degli attori protagonisti. Durante le prove si era creato, infatti, una sorta di blocco per l’attore, che, a conclusione della scena precedente, non riusciva ad andare avanti; né il regista, da parte sua, era in grado di sciogliere il nodo e proseguire nella messa in scena. E’ dovuto intervenire il drammaturgo, con una ulteriore porzione di testo, per far proseguire l’azione scenica dell’attore. Mancando l’uno, infatti, l’altra si era interrotta: esempio perfetto di simbiosi ed interazione dei due elementi nel teatro.


LA PAROLA E LA SCENA.Conversazione con dieci drammaturghi contemporanei e una testimonianza di Toni Servillo
di Silvana Matarazzo
Prefazione di Antonio Audino
ZONA 2011
pp. 176 - 18 euro


*Nata a Roma, Laureata in Lettere, con indirizzo Italianistica, all’Università “La Sapienza”. Dopo un master in Editoria, ha collaborato come correttrice di bozze ed editor, tra gli altri con il Censis e l’Inail. Collabora con Ilaria Guidantoni nell’attività di ufficio stampa, organizzazione di eventi, nella gestione ed aggiornamento dei contenuti per il sito web e i blog.

martedì 17 aprile 2012

Presentazione del volume "Donne di diritto" alla libreria l'Argonauta di Roma


Giovedi 19 aprile, alle ore 18.30 presso la libreria l'Argonauta (Via Reggio Emilia 89) presentazione del volume Donne di Diritto di Virginia Lalli.


Insieme all'autrice, interverranno:
Bianca Stancanelli, giornalista di Panorama
Lucilla Quaglia, giornalista e scrittrice
Vivalda Paolini, avvocato
Chiara Borromeo, avvocato

Modererà l'incontro Andrea Menaglia, giornalista e critico letterario

lunedì 16 aprile 2012

"La primavera egiziana" di Giuseppe Acconcia


Sabato 21 aprile, ore 18.00, alla Libreria N'Importe Quoi (via Beatrice Cenci, 10 - zona Largo di Torre Argentina) presentazione del libro La primavera egiziana di Giuseppe Acconcia (Infinito edizioni)