giovedì 19 luglio 2012
Edizione 2012 Festival del libro possibile
Polignano, il Festival del Libro Possibile
Santippe.it, il blog di Francesco Monteleone
Da questa settimana nuovo spazio curato Ilaria Guidantoni sul blog di Francesco Monteleone, Santippe.it , un luogo di riflessione e discussione dedicato ai filosofi.
domenica 15 luglio 2012
"Condominio occidentale" di Paola Musa
Una realtà crudele e inaspettata. Crudele soprattutto perché inattesa e inimmaginabile. Precipitare da un giorno all'altro nello stato di indigenza. E' questa la povertà. Passare da un benessere almeno apparente ad essere un reietto della società; con il rischio di smarrire la dignità prima ancora di perdere i propri bene. E' lo sguardo degli altri ad associare in una logica perversa l'essere all'avere. Ma tant'è. Potrebbe essere la cronaca di una storia metropolitana dei nostri giorni e delle nostre città, paradossalmente sempre più ricca sull'argomento. Il mondo degli Stati Uniti ha già prodotto una letteratura in tal senso, soprattutto cinematografica. In Italia "Condominio Occidentale" di Paola Musa, è ancora una novità, in anticipo sui tempi, perché è stato pubblicato nel 2008.
Probabilmente ispirato ad un fatto vero - non gliel'ho chiesto - è stato generato dalla poesia omonima, poesia civile e sociale impegnata all'interno della Raccolta (già commentata in questo spazio) "Ore venti e trenta". Ho conosciuto Paola Musa, che parla poco di sé, quasi solo esclusivamente attraverso le opere, come poetessa e forse è a mio parere la sua scrittura migliore. Il romanzo, a tutti gli effetti tale, ha una scrittura piana, scorrevole, non emozionale anche se in certi passaggi mi sono commossa fino alle lacrime, perché nella sua scrittura asciutta e fattuale, Paola scopre nervi, solleva bende da ferite fresche, rende domestico il dolore, fin troppo e alla fine ci si chiede 'Potrebbe capitare anche a me?' Ma al termine della frase c'è un punto esclamativo, come un memorandum.
E' questo il senso del libro e il suo merito maggiore, come scrive l'onorevole Paolo Ferrero, allora Ministro della solidarietà sociale, che ha firmato la Prefazione. La storia ha un lieto fine e non è per niente edulcorato o 'americano' come si usa dire, forse si usava visto come sta navigando alla deriva la società oltre Oceano. L'analisi atroce è la corruzione, ma anche la possibilità di recupero, dei rapporti più intimi - come quello di una madre e una figlia travolte da un destino avverso, nella quale il rifiuto della condanna della seconda finisce per scagliarsi contro la prima. Aurora non odia sua madre Anna come le fa credere, ma la miseria e la debolezza. E' un uomo che aiuterà Anna a spiegarglielo: occorre rimboccarsi le maniche e coltivare la speranza perché se si pensa di meritare la propria condizione, si finisce per scegliere le soluzioni peggiori per confermare quello che si crede. Il condominio occidentale è quello a porte aperte di un campo di disperati: in ogni ambiente si ricrea un micromondo e una qualche socializzazione più o meno regolata. Evidentemente l'uomo è un animale sociale e quando si ritrova in un gruppo cerca di coprire il ventaglio di tutte le possibili tipologie umane. E sono proprio le regole - come riconosce Anna quando si ritrova con i propri compagni di sventura in un alloggio assegnato del Comune, dove ancora per un po' le porte restano aperte - a rendere possibile la convivenza e a rendere i sogni realizzabili.
"Condominio occidentale"
di Paola Musa
Salerno editrice
12,00 euro
domenica 8 luglio 2012
"Sguardi sull'Islam"
Tra pensiero ed
attualità
di Alberto Paratore
conoscere
per dialogare
Questo testo mi è stato regalato in
occasione della presentazione dle mio libro “Tunisi, taxi di sola andata” (No
Reply editore) il 29 marzo 2012, presso il Club Rotary del distretto Apuano da
una persona vissuta a lungo in Libia, realtà che non conosco. Saggio
interessante anche per il linguaggio piano, didattico senza pedanterie che
utilizza e per la prospettiva che abbraccia, “conoscere per dialogare” appunto.
Il testo affronta gli elementi basilare dell’Islam spiegati ad un cristiano per
individuare i punti di contatto e le diversità con il Cristianesimo senza per
questo trascurare alcuni legami con l’Ebraismo. Di particolare rilevanza le
testimonianze finali, commoventi, di persone musulmane convertite al
Cristianesimo. Non c’è da parte mia nessuna soddisfazione in questa
trasmigrazione, né gratificazione se non per chi ha trovato la rilevazione più
in sintonia con il proprio essere, partendo dalla convinzione che, se Dio
esiste è infinito e unico e superiore certamente ad ogni religione. Per il
fatto stesso che la religione sia un legame umano con il divino, essa è
necessariamente imperfetta perché anche l’uomo più saggio e fedele al proprio
dio - l’uomo perfetto per l’Islam è il profeta Mohammed – è ben lontano dalla
grandezza divina. Il tema dell’apostasia come peccato nell’Islam, ampiamente
dibattuto nel testo,è una delle questioni spinose e in parte controverse.
Ognuna delle due religioni afferma la libertà dell’uomo ma sembra quasi negare
la possibilità di ascoltare la propria coscienza per tacitare la chiamata da
parte di Dio, quale che sia, rispetto alla tradizione dalla quale si proviene
(ambiente, famiglia, educazione). Mi sembra invece interessante il cammino che
ogni coscienza percorre per sentirsi autenticamente credente, percorso spesso
difficile, contraddittorio e non sempre accettato dagli altri, in particolare
dai nostri cari. Altro elemento significativo del testo il glossario e la preoccupazione
di un’analisi linguistica spesso fuorviante nell’uso comune e discorsivo
rispetto a culture altre. Pur dissentendo in alcuni passaggi dal punto di vista
dell’autore mi pare fondamentale l’attenzione centrata a trovare i punti di
contatto per vivere insieme diversi. Un punto di arresto sembra la soglia tra
multi religiosità e interreligiosità, che mi pare l’ultima frontiera da
abbattere, rappresentata a mio parere in modo interessante dal pregare insieme.
Una cosa è il dialogo, altra l’integrazione e l’autore mette in guardia dal
sincretismo. A dire il vero questa è un argomento alquanto complesso ma la
possibilità di riconoscere un unico Dio che si rivela in modo diverso o che è
interpretato in termini differenti senza la presunzione della superiorità di un
credo sull’altro può essere la vera chiave di volta. Uno spunto arriva proprio
dall’autore: il Natale potrebbe essere il ‘luogo’ di contatto, la nascita di
Gesù, figlio di Dio per i Cristiani; profeta prediletto dell’Islam subito dopo
Maometto al quale avrebbe lasciato il compito di perfezionare la propria
dottrina. Maria inoltre è venerata anche nell’Islam che crede nell’Immacolata
Concezione. Scorrendo velocemente le pagine l’autore suggerisce la chiave della
spiritualità musulmana e in particolare, il culto dei santi e le differenze con
il Cristianesimo; il Corano, testo unico sacro e riferimento centrale per il
musulmano; il sufismo, ventaglio articolato legato alla dimensione ascetica
dell’Islam e non come erroneamente l’Occidente interpreta alla mistica, perché
una vera e propria mistica non esiste nel mondo musulmano nel senso che è
difficile concepire una possibile unione tra l’umano e il divino. Altre
dimensioni prese in considerazione sono il Marabutismo e alcuni culti popolari,
nella loro dimensione teologica, storica e geografica. Vengono quindi i luoghi
di culto con particolare riguardo a quelli venerati da tutte e tre le religioni
del libro e ovviamente alla moschea. Centrale la figura di Gesù Cristo nel
Corano e il tema del passaggio da una religione all’altra, tra divieti, pudori
e scandali. Un libro da leggere che potrebbe costituire la base o almeno uno
spunto per l’alfabetizzazione religiosa del mondo Mediterraneo. Dal confronto e
dall’approfondimento – in questo caso soprattutto dell’Islam – di una delle tre
religioni nasce, infatti, a mio parere uno sguardo rinnovato e più profondo
sulla propria religione. Un libro non è nient’altro che un viaggio immaginario
nella conoscenza, senza la dimensione del movimento nello spazio. L’effetto è
lo stesso di quando si rientra a casa propria dopo aver conosciuto un altro
posto. Non si è più gli stessi ma la scelta di restare, di restare cambiando
qualcosa o di andarsene è finalmente consapevole. Conoscere per scegliere
autenticamente e poter dialogare con gli altri in uno spirito di pace.
“Sguardi
sull’Islam”
di Alberto Paratore
15,00 euro
venerdì 6 luglio 2012
Alessandro Piperno vince il Premio Strega con " Inseparabili"
Premio Strega 2012 ad Alessandro Piperno con Inseparabili (Mondadori).
Gli altri finalisti, in ordine di classificazione, erano: Emanuele Trevi, con Qualcosa di scritto (Ponte alle Grazie); Gianrico Carofiglio con Il silenzio dell'onda (Rizzoli), Marcello Fois con Nel tempo di mezzo (Einaudi), Lorenza Ghinelli con La colpa (Newton).
Gli altri finalisti, in ordine di classificazione, erano: Emanuele Trevi, con Qualcosa di scritto (Ponte alle Grazie); Gianrico Carofiglio con Il silenzio dell'onda (Rizzoli), Marcello Fois con Nel tempo di mezzo (Einaudi), Lorenza Ghinelli con La colpa (Newton).
Maria Paola Colmbo vince il Flaiano per la narrativa
Con Il negativo dell'amore, edito da Mondadori, Maria Paola Colombo ha vinto il Flaiano di narrativa 2012.
Gli altri due finalisti erano Paola Soriga, con Dove finisce Roma (Einaudi) e Francesco Targhetta, con Perciò veniamo bene nelle fotografie (Isbn edizioni)
Gli altri due finalisti erano Paola Soriga, con Dove finisce Roma (Einaudi) e Francesco Targhetta, con Perciò veniamo bene nelle fotografie (Isbn edizioni)
"Io viaggio da sola" di Maria Perosino (Einaudi)
giovedì 5 luglio 2012
Ilaria Guidantoni con "Tunisi, taxi di sola andata" ospite il 14 luglio al Festival di Polignano (BA)
Il libro possibile 2012
Francesco Monteleone, giornalista e autore teatrale, presenta "Tunisi, taxi di sola andata" insieme all'autrice Ilaria Guidantoni.
Sabato, 14 luglio ore 21.00
Balconata Santo Stefano, Polignano (Bari)
Lunedì 9 luglio, a Lecce incontro con Maria Stella Rasetti
Lunedì 9 Luglio, presso la sala Teatrino del Convitto Palmieri, dalle 9 alle 13, si terrà un incontro con Maria Stella Rasetti, direttrice della Biblioteca “San Giorgio” e della Biblioteca “Forteguerriana” di Pistoia.
La “San Giorgio” è una delle realtà più importanti nel panorama bibliotecario sotto molteplici profili e rappresenta una delle esperienze più significative di profonda ristrutturazione e ripensamento dei servizi al pubblico nell’ottica della “public library”.
Per approfondimenti, consultare il sito della Biblioteca “San Giorgio” e quello di Maria Stella Rasetti.
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