martedì 12 dicembre 2017

Dosvidania Nina! Un incontro non solo letterario di Claudio Facchinelli

Dosvidania, Nina! – Cronaca di una ricerca sospesa
di Claudio Facchinelli



"Quando mi chiedono a che genere letterario appartenga questo libro, mi trovo in imbarazzo. Sicuramente non si tratta di un saggio, né di un romanzo. È uno scritto che nasce da un incontro, emotivamente importante, di oltre trent’anni fa; non con una persona, ma con una tomba, o forse con un fantasma, la cui sfuggente apparenza mi aveva affascinato e ha per decenni occupato i miei pensieri e stimolato la mia fantasia."
Fra le fantasticherie che quella tomba aveva suscitato nell'autore, c’era la convinzione che Čechov l’avesse notata, durante uno dei suoi viaggi a Venezia. Le date erano compatibili e, in più, fra le scarse informazioni che quel monumento funebre forniva, c’era un nome, “Nina”, e una scritta che a lei si riferiva come “figlia di un generale”. Come non pensare ai due capolavori di Anton Pavlovič, Il gabbiano e Tre sorelle?
Nel gennaio 2010 ricorrevano 150 anni dalla nascita di Anton Čechov e, fra le molte celebrazioni che si stavano preparando, Claudio Facchinelli aveva avuto notizia di un incontro che un gruppo di giovani teatranti, provenienti da vari angoli del mondo, intendeva organizzare a Elec, un luogo citato nell’ultima scena de Il gabbiano. L’iniziativa era dedicata a Nina Zarečnaja, eroina del dramma, attrice čechoviana per antonomasia. Così Claudio si unisce al gruppo e, in quella cittadina sommersa dalla neve, racconta le suggestioni che quella tomba gli aveva offerto, sostenute dalle poche notizie che, nel frattempo, era riuscito a recuperare.
Ma il fantasma di Nina si impossessa a poco a poco dell'autore che, al suo ritorno, sente il bisogno di approfondire le ricerche, partendo dalle scarne informazioni, in parte contraddittorie, che quella tomba consegnava: una scritta in italiano con una data di morte, a Venezia, ma non quella di nascita, in Siberia; la scritta in russo che la indicava freddamente come figlia di un generale di fanteria; un’altra, sempre in russo, diversamente affettuosa, con un lieve errore di ortografia.
La ricerca è durata non meno tre anni, condotta interpretando sbiaditi microfilm dei quotidiani dell’epoca; scartabellando registri anagrafici; sfogliando pratiche cimiteriali, documenti consolari, schede di censimento; visitando case e palazzi patrizi; incontrando persone, che ogni volta si facevano coinvolgere con disponibilità e passione nelle mie esplorazioni; anche immergendomi, con prudenza, nel periglioso, sconfinato oceano di Google.
Alcune piste si sono rivelate fallaci, e Facchinelli le abbandona; altre affascinanti, ma non documentabili con sicurezza; percorrendone altre ancora, infine si affaccia su realtà dolorose e pudiche, al cospetto delle quali preferisce arrestarsi. "Sono riuscito, tuttavia, a scoprire le tracce di una storia di amore e di morte", ci ha raccontato. "Partendo da queste, potevo forse scrivere un’avvincente storia romanzata, sull’amore infelice fra una baronessina di Pietroburgo e un rampollo dell’alta borghesia veneziana, ma non ho voluto farlo. Ho preferito riportare la cronaca fedele della mia ricerca, con i suoi errori, le delusioni, gli entusiasmi per le scoperte. Ne è venuta fuori una sorta di narrazione poliziesca con, in più, un implicito ritratto di quel detective appassionato, forse a volte eccessivamente fantasioso, nel cui ruolo mi sono ritrovato."
Messe insieme e collegate logicamente tutte le informazioni reperite, come tessere di un mosaico disperso,  rimanevano delle lacune. E allora, come un artigiano che, restaurando un vaso antico, prende atto che alcuni cocci sono andati perduti, Facchinelli modella negli spazi mancanti alcuni pezzi di raccordo, dichiarandoli esplicitamente come tali, anche con un carattere tipografico diverso. Sono poche pagine, che raccontano cose che non è riuscito a documentare, ma della cui sostanziale aderenza al vero resta convinto.
Un’ultima curiosa, ma doverosa annotazione. "Questo libro, ci racconta ancora Claudio, vede finalmente la luce nella sua stesura originale, per merito di un editore italiano che ci ha creduto, e cui va tutta la mia riconoscenza; ma nel 2014, grazie all’entusiasmo di uno studioso russo, Michail Talalaj, che lo aveva tradotto nella sua lingua, era stato pubblicato a Mosca per i tipi di una piccola ma vitale casa editrice, Staraja Basmannaja. Tale versione è stata letta integralmente, a puntate, sul canale culturale della radio bielorussa. Infine, nel settembre del 2017, il testo è stato tradotto ed edito ad Amsterdam, in veste di cofanetto contenente anche un album fotografico. È grazie a queste felici opportunità che ho vissuto l’affascinate avventura di presentare il libro di persona, e con successo, oltre che alla comunità russa di Milano e di Venezia, a San-Pietroburgo, a Minsk, a Mosca, ad Amsterdam e addirittura in Siberia, a Omsk, città natale di Anna Jakovlevna Sluckaja (detta Nina), morta a Venezia il 29 gennaio 1886 all’età di venticinque anni."

Claudio Facchinelli è un saggista, giornalista e critico teatrale, pubblica con continuità, specie nell’ambito del teatro di ricerca e del sociale (scuola, carceri, handicap, ragazzi), su riviste specializzate, e ha tradotto e scritto testi sul teatro della scuola: Come a teatro, Ghisetti e Corvi (2002); Quelli di terza sono bestie, Edizioni Corsare (2008); Dramatopedia, Edizioni Corsare (2011).
Ha collaborato con la Rai e con varie istituzioni culturali in Italia e all’estero; si è impegnato nella memoria della Shoah curando la pubblicazione di Voci dalla Shoah, La Nuova Italia (1996) e Un ragazzo ebreo nelle retrovie, Giuntina (1999).
Una giovanile, mai sopita passione per Čechov lo ha accompagnato nell’esplorazione della cultura russa: un interesse che traspare anche dalla presente pubblicazione


Dosvidania, Nina! – Cronaca di una ricerca sospesa
Claudio Facchinelli
Sedizioni, ottobre 2017
             

La stella rossa di Ivan, quando la Rivoluzione arriva in campagna


La stella rossa di Ivan. Un ragazzo incontra la Rivoluzione russa

Scritto da   Martedì, 12 Dicembre 2017 
    La stella rossa di Ivan. Un ragazzo incontra la Rivoluzione russa
Testi di Janna Carioli, illustrazioni di Otto Gabos
A cura di Teresa Porcella
Lettura consigliata dai 9 agli 11 anni
La rivoluzione russa raccontata ai ragazzi ma un libro godibile anche per gli adulti, con illustrazioni di grande raffinatezza. L’anno del 1924, spartiacque del cataclisma bolscevico, quando muore il leader della prima ora, Lenin, e il moto rivoluzionario si diffonde nella grande madre Russia, conquistando i villaggi. La storia avventurosa e per certi aspetti dolorosa, della presa di coscienza politica dalla parte di un ragazzo che semplicemente scopre la vita con tutti i suoi ingredienti.

Le idee della rivoluzione d'Ottobre stanno arrivando anche nei villaggi più sperduti quando Ivan, giovane figlio di contadini, fugge da casa, perché rimpiange la scuola dal quale il padre lo ha allontanato malgrado il nuovo clima politico voglia tutto il popolo alfabetizzato. Sul treno che lo porta verso la capitale, oltre a Nina, una ragazzina ebrea la cui famiglia è stata sterminata in un pogrom delle Guardie Bianche, incontra un marinaio dell'Aurora che ha partecipato ai giorni convulsi dell'assalto al Palazzo d'Inverno.

Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/recensioni-libri/libri/la-stella-rossa-di-ivan-un-ragazzo-incontra-la-rivoluzione-russa-recensione-libro.html

lunedì 11 dicembre 2017

Nel segno di Gianni Toti, gli appuntamenti della settimana

Nel segno di Gianni Toti

Tre appuntamenti per La Casa Totiana dall’11 al 17 dicembre 2017

Lunedì 11 dicembre a Pisa doppio “omaggio a Gianni Toti” organizzato da Ondavideo con “Cartaviglie fra libro e realtà aumentata”: alle 12 presso l’Università e alle 18.15 presso il cineclub Arsenale.
A questo link il programma completo: http://ondavideo.arte.unipi.it/home-2016.html


Giovedì 14 dicembre a Roma (Sacripante Art Gallery) presentazione della nuova edizione per i tipi di Fahrenheit 451 di “Le ragioni della collera” di Julio Cortàzar tradotto da Gianni Toti.
In allegato l’invito.

Lo stesso giorno al MAXXI di Roma alle ore 18, all’interno del ciclo “Le storie del cinema d’artista”, Sandra Lischi dedica una lezione alle “Tecniche miste. Fra film e video”.

sabato 2 dicembre 2017

“Alì Piccinin. Un Mortegiano Pascià di Algeri” di Riccardo Nicolai


“Alì Piccinin. Un Mortegiano Pascià di Algeri” di Riccardo Nicolai

Scritto da   Sabato, 02 Dicembre 2017 
“Alì Piccinin. Un Mortegiano Pascià di Algeri” di Riccardo Nicolai
Avvincente. Alì Piccinin torna in Algeria. Il racconto del piccolo Aldino, bambino rapito dai corsari barbareschi a Mirteto, un paesino toscano sulle Alpi Apuane, alla fine del 500, diventato poi rais e pascià di Algeri, trasformato in un romanzo di Riccardo Nicolai, libraio. Accanto a riferimenti storici documentati e una descrizione viva di Algeri e della cultura locale e insieme ad una trascrizione impeccabile dei termini arabi, il gusto della narrazione tipica del romanzo classico d’avventura, d’armi e d’amore, che piega il linguaggio senza forzature, con grande destrezza, ai vari “dialetti” e alla lingua usata al tempo. Un libro che sembra contemporaneo delle vicende che narra eppure fresco, che si legge d’un fiato, imparando nel flusso degli eventi ed emozioni, una parte della storia che ci tocca da vicino e totalmente dimenticata.


Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/recensioni-libri/libri/ali-piccinin-un-mortegiano-pascia-di-algeri-di-riccardo-nicolai-recensione-libro.html

giovedì 30 novembre 2017

L'orologio di mastro Hanus di Angelo Gaccione, fiabe non solo per piccoli

Angelo Gaccione

L’orologio di mastro Hanus
Innuendo editore 2017
Pagg. 124  € 12

L’orologio di mastro Hanus contiene 21 fiabe per ragazzi, ma che, per il modo di condurle, incanteranno anche gli adulti. Il narratore sa entrare in sintonia con i suoi giovani ascoltatori, e proporre le sue storie, come se davvero questi fossero presenti ad ascoltarlo. Una magia che raramente accade.


Gli estimatori dello scrittore avranno un’ulteriore conferma delle capacità affabulatorie e narrative di Gaccione, e della sua vena visionaria e poetica. Il suo modo di raccontare e il suo stile, non sono mai disgiunti da un rigoroso sguardo etico sul mondo. A lettura ultimata forse vi sentirete migliori, forse vi sorgeranno molti dubbi, di sicuro non rimarrete indifferenti. Accompagnate da altrettante affascinanti tavole pittoriche, L’orologio di mastro Hanus è un libro prezioso, un libro semplicemente bellissimo.

martedì 28 novembre 2017

Il tesoro degli Ashanti di Francesca Giommi in libreria

NOVITÀ IN LIBRERIA con il Romanzo

IL TESORO DEGLI ASHANTI
Viaggio in Ghana

di Francesca Giommi


Entrando in queste pagine si scivola verso un luogo altro e lontano, lungo le strade di rossa terra battuta di un paese africano piu o meno contemporaneo. Il paese è il Ghana, un tempo patria del Regno Ashanti famoso per il suo oro e quindi territorio di razzia dei cacciatori di schiavi, ma oggi ormai meta di flussi turistici. Qui si dirige Isabel, giovane e avventurosa studentessa di letteratura africana in cerca di un tesoro tutto suo – il sapore dell’Africa, il profumo della gioventù.
Dalla prefazione di Itala Vivan

In questo “romanzo di viaggio” o “di scoperta degli altri”, Isabel non sfuggirà a quella regola non scritta di essere disorientata almeno inizialmente dalla propria visione alterata sull’Africa.
Ma l’approccio reale con città e villaggi, la volontà sincera di aprirsi al diverso, i contatti concreti con gente e natura del luogo, descritti minuziosamente dall’autrice, alla fine daranno un approccio genuino alla giovane avventurosa protagonista.
Dal Post Scriptum di Pap Khouma, autore del best seller “Io, venditore di elefanti” (Garzanti)

Quando un anziano muore, brucia un’intera biblioteca- Proverbio africano


Isabel ama l’Africa, ne è affascinata, ne ha studiato la Storia e la Letteratura, e dall’Italia decide di partire, da sola, per trascorrere le vacanze alla scoperta del Ghana, Rough Guide alla mano.
L’avventura che la attende ridefinirà le sue idee accumulate durante gli studi universitari, rendendo più genuino il suo approccio con questo paese che attraverserà su scassati tro-tro, e la travolgerà in un turbinio di suoni e colori, sapori e odori.
Isabel, infatti, fin da subito si abbandona a questa terra, la sente amica, la percorre senza paura, e con grande rispetto. È una obroni, una giovane ragazza bianca che incontra altri ragazzi bianchi come lei, impegnati nelle ONG, e John, un compagno di studi afroamericano, conosciuto durante l’Erasmus in Inghilterra, e mai dimenticato.
“1 agosto. Emancipation Day. Ore 9.00 piazzale del Castello di Cape Coast, Ghana centrale”. Questo il contenuto della lettera proveniente da Accra, da John, qui impegnato con i Corpi di Pace. E qui, insieme, vivono la festa nazionale per commemorare l’abolizione della schiavitù, e il Panafest (Pan African Historical Theatre Festival), l’evento che richiama il popolo nero espatriato, soprattutto dagli Stati Uniti, alla riscoperta delle proprie radici e dei legami culturali e ancestrali più profondi con la Madre Africa. E ancora, visitano Accra, Kumasi, il Lago Volta, incontrano artisti e le fantasy coffin, bare dalle forme più incredibili, ispirate al mestiere o alle passioni del defunto, considerate vere e proprie opere d’arte, per arrivare al Castello di San Giorgio, patrimonio dell’Unesco, e osservare l’Oceano Atlantico con gli occhi di chi, da lì, veniva portato via a forza per essere venduto come schiavo.

Con uno sguardo aperto, genuino e spontaneo, Isabel compie anche un viaggio alla scoperta di sé, non solo dell’altro, in una terra, un continente in cui riesce a trovare il suo “oro”, un tesoro di scoperte, vite vissute ed esperienze, straordinarie e uniche.

Dottore di Ricerca in Letterature postcoloniali, africane e di migrazione, Francesca Giommi ha pubblicato saggi, interviste e recensioni in volumi, miscellanee e riviste nazionali e internazionali, è autrice di una monografia sulla letteratura Black British e collabora con L’Indice, Il Tolomeo e Il Manifesto.

Viaggiatrice e lettrice appassionata, ama girare il mondo, ascoltarne le voci, ammirarne i volti, gli usi e i costumi e raccontarne piccoli frammenti. Attualmente vive e lavora come guida turistica nel Montefeltro, all’estremità nord delle Marche, tra le dolci colline dei duchi di Urbino, le vestigia romane dell’antica Consolare Flaminia e le falesie del Parco Naturale San Bartolo, narrando le meraviglie del suo “angolo di mondo”.

IL TESORO DEGLI ASHANTI
Viaggio in Ghana
Francesca Giommi
Collana Le valigie di Chatwin
Aras edizioni

154 pp/ euro 13

lunedì 27 novembre 2017

al-Mu'allaqat, le appese, la poesia preislamica



Al-Mu’allaqāt, Les Suspendues – Le appese

Scritto da   Lunedì, 27 Novembre 2017 
Al-Mu’allaqāt, Les Suspendues – Le appese
Poesia preislamica
Traduzione dall’arabo al francese di Heidi Toelle
Poco nota, anzi dimenticata prima dall’Islam e poi dagli stessi intellettuali che hanno guardato altrove invece che alla propria storia. Sette autori mai tradotti in italiano, paragonabili ai lirici greci e ai trobadours. La poesia d’amore che canta il coraggio dei cavalieri, la caccia rituale alla gazzella e l’importanza della cammella, giochi rituali e soprattutto l’amore per l’amata: con il cammino iniziatico della separazione e della ‘riconquista’. Ma anche i piaceri della vita e del vino, spesso trasgressiva, è stata riscoperta di recente ma non abbastanza. Interessante anche perché censurata dalla cultura religiosa questa poesia del 500 dopo Cristo ha codificato le regole dell’estetica poetica del mondo arabo che valgono ancora oggi.

Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/recensioni-libri/libri/al-mu-allaq-t-les-suspendues-le-appese-recensione-libro.html

lunedì 20 novembre 2017

Amatrice. Storia, arte e culturale. un libro dedicato ad una città ferita

Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti
Sala Vincenzo da Massa Carrara
Lucca, via San Micheletto 3

Martedì 21 novembre, ore 17.30
presentazione del volume
Amatrice. Storia, arte, cultura
(Silvana Editoriale)


La Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti, in collaborazione con la Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli di Roma, ospita martedì 21 novembre, alle ore 17.30, la presentazione del volume Amatrice. Storia, arte, cultura, pubblicato da Silvana Editoriale.


Il libro, curato da Alessandro Viscogliosi, raccoglie saggi di architettura, storia dell’urbanistica, pittura e scultura dedicati al patrimonio della cittadina laziale distrutto nel sisma del 2016. Le ricerche, presentate oggi nel volume, erano state iniziate molto prima del terremoto da Stefano Petrocchi,Lorenzo PrincipiGuglielmo Villa e da Viscogliosi stesso, e sono state bruscamente interrotte la notte del 24 agosto, divenendo poi ancora più preziose dopo le nuove catastrofiche scosse del 30 ottobre, che hanno distrutto definitivamente Amatrice, atterrando la parete degli affreschi di San Francesco, annientando palazzo Orsini, danneggiando l’abside della Madonna di Filetta e mettendo a repentaglio l’Icona Passatora e i cento santuari delle “ville” della città.
Il libro non vuole soltanto celebrare un patrimonio artistico irripetibile e, si spera, non irrecuperabile, ma è anche la promessa che gli studi, quietamente portati avanti in tempi meno calamitosi, non soltanto riprenderanno, ma trarranno nuova linfa vitale dalla necessità di sostenere l’opera di restauro, alimentando così la memoria e l’amore per una terra difficile e martoriata, che deve riprendere a vivere insieme con i suoi capolavori.

Alla presentazione lucchese, dopo i saluti di Giorgio Tori, presidente della Fondazione Ragghianti, e di Paola Santarelli, presidente della Fondazione Santarelli, parteciperanno Luigi Ficacci, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Lucca e Massa Carrara, Rosanna Morozzi, direttore della Pinacoteca Nazionale e Museo di Palazzo Mansi e del Museo Nazionale di Villa Guinigi di Lucca, Maurizio Vanni, direttore del Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art, e Stefano Petrocchi, autore del saggio in volume sulla pittura rinascimentale ad Amatrice. Introduce e modera Paolo Bolpagni, direttore della Fondazione Ragghianti.

Per l’occasione sarà possibile acquistare il volume; il prezzo di copertina è di euro 50,00. Il ricavato della vendita sarà interamente devoluto al Comune di Amatrice, per contribuire al restauro di uno dei monumenti danneggiati dal terremoto.


Per informazioni
Ufficio stampa
Davis & Co
Lea Codognato / Caterina Briganti

Fondazione Ragghianti
Elena Fiori

domenica 19 novembre 2017

"La preghiera e la spada", scritti del grande poeta e intellettuale Adonis


“La preghiera e la spada” - Scritti sulla cultura araba

Scritto da   Domenica, 19 Novembre 2017 
“La preghiera e la spada” - Scritti sulla cultura araba
Adonis
Traduzione di Roberto Carifi
Una raccolta di testi di grande raffinatezza intellettuali ma fruibili anche dai non addetti ai lavori incentrati sulla natura della cultura araba e in particolare sulla poesia, con un excursus storico e un’attenzione all’attualità e ai riflessi in termini sociali e politici. Un testo prezioso di orientamento, senza fervore ideologico, quanto animato da impegno civile e profonda responsabilità intellettuali di uno dei pensatori più importanti del mondo arabo oltre che poeta, Adonis.

Adonis, il chi vero nome è ‘Ali Ahmad Sai’īd Esber, è uno dei più importanti intellettuali e poeti del mondo arabo, nato in un villaggio siriano nel 1930 da famiglia contadina. Dopo aver compiuto gli studi universitari a Damasco laureandosi in filosofia, si è trasferito a Beirut dove ha lavorato come giornalista e insegnante. Vive a Parigi e la sua opera ha ricevuto molti premi letterari in Francia, in Italia, in Turchia e in Libano. Nel 1999 ha ottenuto il premio internazionale Nonino e nel 2002 “Ennio Flaiano” per la letteratura sezione poesia.

Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/recensioni-libri/libri/la-preghiera-e-la-spada-scritti-sulla-cultura-araba.html