Mercoledì, 05 Marzo 2014 Ilaria Guidantoni
Sette racconti, nati in tempi diversi e con ispirazioni differenti, tutti legati ad un effetto a sorpresa, spiazzante, un clima noir, talora grottesco; in altri casi dominato dall’ironia graffiante del non-sense come in “Rosa shocking”.
Le storie spaziano attraverso luoghi che sono cari o conosciuti dallo scrittore, autore di confine, dove il viaggio è sempre al centro perché è una dimensione interiorizzata che non necessariamente implica movimento come nella Romania di Ceausescu del racconto “Il console romeno” che dà il titolo alla raccolta; quanto implica un incontro tra persone che provengono da luoghi e culture diverse o, ancora, comporta un faticoso viaggio nella memoria come in “Traguardo di sangue” o “In memoriam”.
Quella di Zandel è una scrittura, rapida, incalzante, immediata, ritmata, adattabile facilmente ad una sceneggiatura. Si avverte quasi la telecamera del giornalista abituato a stare dentro gli eventi, a viverli in mezzo ai personaggi raccontati, soprattutto attraverso i dialoghi.
La recensione integrale su Saltinaria.it
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