domenica 8 ottobre 2017

Il nuovo romanzo algerino di Francia, Le ballerina di Papicha di Kaouther Adimi



“Le ballerine di Papicha” di Kaouther Adimi

Scritto da   Domenica, 08 Ottobre 2017 
“Le ballerine di Papicha” di Kaouther Adimi
Il nuovo romanzo algerino in lingua francese, giovani trapiantati a Parigi o in Francia, sta registrando risultati interessanti. Questo libro conferma la vena poetica della letteratura algerina francofona, con una scrittura leggera, curiosamente imbastardita dall’oralità dei giovani, in bilico tra due sponde e due culture, un esperimento felicemente riuscito. Un testo di grande tristezza e delicatezza: il ritratto di una famiglia attraverso la malinconia delle assenze e il dolore delle presenze che diventa un affresco dell’Algeria contemporanea e delle contraddizioni di Algeri.

Il cuore della scena è un vecchio palazzo nel cuore di Algeri, uno di quei posti in cui nessuno vorrebbe abitare…, palazzi logorati dal tempo e dalla storia che conservano un fascino indicibile e raccontano soprattutto dolori e qualche sogno. Una famiglia – che diventa anche metafora di un Paese - vive lì, al centro delle chiacchiere e dei pettegolezzi del vicinato. Sarah, la sorella maggiore, tornata a casa con un marito che sembra aver smarrito la ragione e una figlia, passa le sue giornate a dipingere, un sogno che non si realizza, una frustrazione fino alla follia, accanto a un uomo che ha amato tanto ma che non ha saputo aiutare a liberarsi dalla malattia mentale.
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Ferrovia locale di Carlo Cassola, a 100 anni dalla nascita


“Ferrovia locale” di Carlo Cassola

Scritto da  Sophie Moreau Domenica, 08 Ottobre 2017 
“Ferrovia locale” di Carlo Cassola
Affresco della provincia Toscana lungo la Costa da Grosseto a Pisa, tra locali e vacanzieri, nello stile di un romanzo neorealista che ricorda la filmografia dell’Italia di allora. Vero protagonista il treno, come una metafora del viaggio a tappe della vita che non è avventura ma un andirivieni di quotidianità e imprevisti. Attraverso lo sguardo del giovane ferroviere Dino, la vita degli altri e il rischio di smarrire la propria. Un racconto gustoso e leggero di un mondo che non c’è più.

Nel centenario della nascita del romanziere Carlo Cassola, nato a Roma il 17 marzo del 1917 da madre volterrana, mi è tornata la voglia di rileggere questo autore, a lungo di moda e ora quasi scomparso dalle librerie, anche per un’antica affezione a quella terra che racconta, il litorale toscano dal grossetano fino a sud della Versilia e la campagna toscana, conoscendo molto bene quel tratto di strada ferrata che da Roma porta a Viareggio e che resta, anche con i moderni treni, un tragitto d’altri tempi che costringe la mente a rallentare stratta tra la collina e il mare. Romano per nascita e per frequentazione, fu molto legato alla Toscana dove si ritirò, viaggiando pochissimo, tanto che il suo viaggio in Cina, fece epoca. Spirito schivo ma appassionato, è stato un autore prolifico noto soprattutto per il romanzo La ragazza di Bube...

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domenica 17 settembre 2017

Sull'amore di Charles Bukowski



“Sull’amore” di Charles Bukowski

Scritto da   Domenica, 17 Settembre 2017 
“Sull’amore” di Charles Bukowski
Traduzione di Simona Viciani
Torna l’amore cantato da Bukowski con una traduzione pregevole e testo inglese a piè di pagina, maledetto, senza regole, spontaneo e con una naturalezza disarmante: il poeta sembra confessarsi a se stesso o con l’amante in un momento di intimità. Eppure improvvisamente ci sono punte di lirismo con una contraddizione che racconta bene una vita vissuta visceralmente al modo della Beat Generation. Si ritrovano tutti gli ingredienti dell’autore: la fame ingorda di vita, la trasgressione, gli eccessi tra alcool e sesso consumato senza confini, disordine e affollamento di persone e oggetti; eppure momenti inaspettati di tenerezza.

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martedì 12 settembre 2017

Giallo Toscana con Marco Vichi


“La forza del destino” di Marco Vichi

Scritto da   Lunedì, 11 Settembre 2017 
“La forza del destino” di Marco Vichi
Noir nero, con un finale fosco, e purtroppo di sorprendente attualità: la banalità del male verrebbe da dire. Una scrittura elegante da romanzo, attenta allo scavo psicologico del personaggio protagonista, il commissario Bordelli, e la decisione di ritirarsi a vita privata ma non troppo nella campagna fiorentina. Un romanzo che è anche un affresco corale del Chianti amato dall’autore e della primavera del 1967 quando la città toscana era reduce dell’alluvione.

Marco Vichi, nato nel 1957 a Firenze, è autore di romanzi, racconti e testi teatrali, in particolare della fortunata serie del Commissario Bordelli. La forza del destino, attualizzando si potrebbe dire del karma, dell’inclinazione un po’ scritta un po’ scelta da ognuno di noi e comunque insopprimibile, è il primo testo al quale mi avvicino di questo autore e mi sento di raccontarlo come un romanzo della buona tradizione letteraria che risente nella lingua e nella cura dello stile della scuola toscana, più che un noir tout court, senza voler sminuire questo genere.


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Albert Camus e i racconti dello scacco al protagonista



“L’exil et le royaume” di Albert Camus

Scritto da  Sophie Moreau Lunedì, 11 Settembre 2017 
“L’exil et le royaume” di Albert Camus
L’ultimo Camus pubblicato in vita, una nota poetica, onirica di grande bellezza narrativa, ammaliante e straniante come l’esilio al quale sono condannati i protagonisti dei racconti, tutti in scacco, senza la capacità di tornare nel regno.

L'Exil et le Royaume è una raccolta di racconti pubblicata nel 1957, l’ultima opera letteraria di Camus, apparsa in vita che riunisce “La femme adultère”; “Le Renégat” (ou Un esprit confus); “Les Muets”; “L'Hôte”; “Jonas” (ou L'Artiste au travail) e “La Pierre qui pousse”. In uno stile decisamente narrativo, poetico, quasi onirico, a tratti disorientante, il libro è straniante, ammaliante e per certi aspetti svela un Camus insolito, probabilmente provato dopo la sua opera manifesto, L’homme revolté, recensito su Saltinaria e le polemiche che aveva suscitato. Il testo è impalpabile e si fa fatica a ritenere la trama perché ogni testo è soprattutto un’analisi interiore, una vicenda tutta interna che illustra il sentimento di insoddisfazione e di scacco del personaggio centrale, la sua difficoltà a trovare Il Regno, ovvero a dare un senso alla vita, ad ancorarsi in un porto. Ognuno è piuttosto un esiliato, ultima versione dello straniero dove l’estraneità ha cambiato volto ma resta come senso di vuoto e di fallimento. Non c’è più l’indifferenza e forse l’arroganza del giovane, sebbene anche in alcuni racconti faccia la propria comparsa l’Arabo, senza nome, quasi una presenza familiare ed estranea ad un tempo con la quale è necessario relazionarsi. L’esilio pare avere una nota di oggettività pertanto insuperabile malgrado i desideri, lo sforzo e i tentativi del protagonista, come avviene in modo emblematico soprattutto nella prima storia dedicata alla donna adultera. Pare quasi che per essere se stessi non ci sia altra via dell’esilio, della rinuncia alla propria affermazione nella vita. I personaggi hanno dei percorsi propri in quadri differenti anche se protagonista principale resta l’Algeria, sia l’accampamento nomade nel deserto, indiscussa suggestione primaria, le borgate del sud, la scuola isolata in montagna o anche i quartieri operai di Algeri, ma c’è spazio anche per un quartiere borghese di Parigi o un villaggio brasiliano. 
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