L’opera è il capostipite del noir francese, con una sua originalità troppo spesso non adeguatamente riconosciuta, rispetto al giallo e al poliziesco. L’autore è il Maigret francese, che talora lo supera nell’acutezza e nella complessità psicologica, anche se molto meno noto al grande pubblico. La vita è uno schifo è stata scritta alla fine degli Anni Quaranta del Novecento e poi riunita nella Trilogie Noire andata in stampa alla fine del 1969 dall’editore Eric Losfeld. La sovra copertina era del pittore Magritte e oggi quella pubblicazione appare come un evento letterario per varie ragioni, a cominciare dalla casa editrice La Terrain Vague (terra di nessuno) che pubblicava e riscopriva autori maledetti come Boris Vian. Una testimonianza dell’autore evidenzia quando Léo Malet tenesse a questo romanzo e mette in evidenza alcuni messaggi: il protagonista, Jean Fraiger, è tanto sanguinario quanto tenero, un personaggio che finisce in scacco; smascherato dall’analisi dello psicanalista del quale lo scrittore confessa aver provato il fascino. La dimensione onirica, delirante serpeggia nell’opera, attingendo alla cultura surrealista che ha contaminato l’opera di Malet e che l’autore ha frequentato da vicino, come testimoniano delle lettere critiche di René Magritte su questo testo. La storia è semplice e se vogliamo banale: un gruppo di anarco-comunisti sostiene con furti e rapine il proprio credo: l’illegalità come strumento per ristabilire la giustizia, la propria giustizia e quella del gruppo di appartenenza. Per ammissione dello stesso Léo l’ideologia si rovescia presto in azioni di criminalità comune, con una banalizzazione del male. L’assunzione che la vita sia uno schifo e la frase, pronunciata dal protagonista, torna come un refrain nel corso delle pagine, rende naturale compiere il male come se non si potesse fare diversamente. L’ascendenza della filosofia di De Sade si sente ma mentre il Marchese tranquillizzava le proprie amiche dicendo che “il lupo non mangia la carne del lupo”, qui il gruppo sfuma come valore di solidarietà, di amicizia, di complicità ma si disegna solo come insieme di ingranaggi funzionali alla macchina e ad un piacere immediato, come una bevuta insieme, che può disgregarsi da un momento all’altro.
martedì 13 novembre 2012
La donna ‘’Tipo Tre’’ di Umberto Notari
Un’amica una sera, venendo a cena a casa mia, mi ha regalato questo libro, un bouquin illustrato vecchio stile – con otto litografie colorate del pittore Enrico Sacchetti – che aveva tutta l’aria di un intrattenimento ironico e divertente, ma anche leggero. Devo riconoscere che il testo, scritto nel 1929, è un gustoso affresco della trasformazione della donna, allora agli albori, soprattutto con una grande capacità predittiva, che ha dell’incredibile. Oggi sarebbe utile un sociologo attento e poco accademico e non troppo presuntuoso, in un periodo nel quale tutti fanno previsioni su tutto e regolarmente sbagliano.
La prima edizione della nuova versione, curata dalla giornalista e pittrice Maddalena Sisto, è del 1998 e alla fine introduce una serie di commenti che partono dall’analisi di una frase del libro, da Raul Montani, a Carlo Lucarelli, a Elio e le Storie Tese.
Superata la donna ‘’tipo uno’’ madre e moglie sottomessa, angelo del focolare, e la donna ‘’tipo due’’, desiderabile solo per soddisfare i piaceri della carne, ecco la donna del terzo tipo, nata paradossalmente proprio dall’uomo. Con la civiltà meccanica, la macchina diventa protagonista, mentre l’uomo maschio abdica in parte alla fatica del lavoro che non richiede più la forza muscolare sebbene la pazienza e la dedizione típica della donna. Così, anche per coprire i fabbisogni della famiglia, in continua crescita nella società dei consumi, stimolati dalla filosofía del denaro, il capo famiglia delega la moglie a lavori di manovalanza ripetitiva, funzionali al capo, maschio. Nascono così segretarie, dattilografe, operaie, e si moltiplicano sarte e artigiane di varia natura. D’altra parte la donna aveva già un’attitudine non da poco all’economia con il suo ruolo di economa domestica e la famiglia è il primo modello di azienda. In nuce la donna di tipo tre esisteva già, però mancavano dei requisiti essenziali: per le artigiane, pensiamo all’esercito di lavandaie, sarte e stiratrici, il salario e l’inquadramento
contrattuale; lo stesso può dirsi per le contadine che comunque lavoravano sempre nell’ambito famigliare sotto ‘custodia’ dell’uomo di casa, fatte alcune debite eccezioni, come nel caso ad esempio delle mondine.
La prima edizione della nuova versione, curata dalla giornalista e pittrice Maddalena Sisto, è del 1998 e alla fine introduce una serie di commenti che partono dall’analisi di una frase del libro, da Raul Montani, a Carlo Lucarelli, a Elio e le Storie Tese.
Superata la donna ‘’tipo uno’’ madre e moglie sottomessa, angelo del focolare, e la donna ‘’tipo due’’, desiderabile solo per soddisfare i piaceri della carne, ecco la donna del terzo tipo, nata paradossalmente proprio dall’uomo. Con la civiltà meccanica, la macchina diventa protagonista, mentre l’uomo maschio abdica in parte alla fatica del lavoro che non richiede più la forza muscolare sebbene la pazienza e la dedizione típica della donna. Così, anche per coprire i fabbisogni della famiglia, in continua crescita nella società dei consumi, stimolati dalla filosofía del denaro, il capo famiglia delega la moglie a lavori di manovalanza ripetitiva, funzionali al capo, maschio. Nascono così segretarie, dattilografe, operaie, e si moltiplicano sarte e artigiane di varia natura. D’altra parte la donna aveva già un’attitudine non da poco all’economia con il suo ruolo di economa domestica e la famiglia è il primo modello di azienda. In nuce la donna di tipo tre esisteva già, però mancavano dei requisiti essenziali: per le artigiane, pensiamo all’esercito di lavandaie, sarte e stiratrici, il salario e l’inquadramento
contrattuale; lo stesso può dirsi per le contadine che comunque lavoravano sempre nell’ambito famigliare sotto ‘custodia’ dell’uomo di casa, fatte alcune debite eccezioni, come nel caso ad esempio delle mondine.
sabato 10 novembre 2012
Novembre sotto il segno delle lettere arabe
Editoriaraba presenta il calendario di novembre
Un'agenda fitta di appuntamenti, soprattutto nella Capitale. Prima tappa con la Siria.
Rassegna LEGGENDO LA SIRIA – Eventi culturali, dibattiti e reading
Napoli, 12 & 16 novembre
Lunedì 12 novembre 2012 ore 16.00 | Centro CEICC, in via Partenope 36, Napoli.
Incontro con la poetessa siriana Maram Al-Masri e performance artistico-musicale con accompagnamento in flauto e chitarra; interviene Sami Haddad, docente di lingua araba dell’Università Orientale.
Venerdì 16 novembre 2012 ore 16.00 | Centro CEICC, in via Partenope 36, Napoli.
Incontro con gli scrittori:Khaled Solayman – Al Nassyri, poeta, scrittore e grafico siro-palestinese;Fawzi Karim, poeta e intellettuale iracheno; Pina Piccolo, poetessa e traduttrice italo-americana.
Informazioni anche sulla pagina Facebook di uno degli organizzatori-partecipanti
_________________________
SETTIMANA DELLA LINGUA ARABA E DELLA CULTURA EGIZIANA
Roma, 12 – 16 novembre
L’ufficio culturale dell’Ambasciata d’Egitto a Roma ha organizzato la prima edizione della settimana della lingua araba e della cultura egiziana. Evidentemente l’arrivo del suo nuovo direttore, che è un italianista ed è appassionato di letteratura e traduzione, comincia a dare i suoi frutti.
Vi segnalo gli appuntamenti più interessanti (e rilevanti per questo blog!), che si svolgeranno in diversi luoghi della capitale, invitandovi però a leggere il ricco programma contenuto nella brochure (qui e qui ), che prevede molti altri momenti dedicati al folklore, cucina, primavera egiziana, ruolo dei media etc. etc.
12 nov | 11.30-12.30 @Sapienza
Conferenza sulla letteratura araba e la letteratura italiana, coordinata dalla Prof.ssa Camera d’Afflitto. Presente lo scrittore egiziano Sonallah Ibrahim!
13 nov | 19-20.30 @Ufficio culturale egiziano
Conferenza sulla traduzione dall’arabo in italiano e viceversa
14 nov | luoghi vari
Giornata dedicata all’insegnamento dell’arabo in Italia
15 nov |10-13 @Sapienza
Conferenza su Letteratura e migrazione, coordinata dalla Prof.ssa Franca Sinopoli. Interviene lo scrittore Mohamed Ghoneim
16 nov | 9-11 @Luiss
Conferenza sul ruolo degli intellettuali nella transizione egiziana, coordinata dalla Prof.ssa Francesca Corrao.
____________________________
KARAWAN FEST – IL SORRISO DEL CINEMA ARABO
Roma, 15 – 18 novembre
Rassegna cinematografica dedicata al cinema dai paesi arabi che si svolge nel quartiere di Tor Pignattara dal 15 al 18 novembre: 4 giorni di proiezioni e incontri, un vero e proprio viaggio attraverso il cinema per scoprire su grande schermo colori, passioni e racconti da Tunisia, Algeria, Libano… oltre a un film-evento speciale che inaugura il cartellone di eventi di Karawan!
___________________________
PRESENTAZIONI
Roma, 23 novembre
23 nov | dalle 15.00 @Sapienza/Facoltà di Scienze Politiche
Presentazione dell’ultimo numero di Geopolitica dedicato a: “La primavera araba un anno dopo” , con la prof.ssa Biancamaria Scarcia Amoretti e altri relatori. Il programma è scaricabile qui
23 nov | 17.00 @IPOCAN (via Caroncini 19)
Presentazione del libro di Massimo Campanini “L’Alternativa Islamica”, Bruno Mondadori Editore.
Firenze – 28 novembre
Presentazione del libro “Egitto inedito”, dell’antropologa Anna Tozzi de Marco e mostra fotografica del collettivo Al Qarafa (più informazioni a breve)
Un'agenda fitta di appuntamenti, soprattutto nella Capitale. Prima tappa con la Siria.
Rassegna LEGGENDO LA SIRIA – Eventi culturali, dibattiti e reading
Napoli, 12 & 16 novembre
Lunedì 12 novembre 2012 ore 16.00 | Centro CEICC, in via Partenope 36, Napoli.
Incontro con la poetessa siriana Maram Al-Masri e performance artistico-musicale con accompagnamento in flauto e chitarra; interviene Sami Haddad, docente di lingua araba dell’Università Orientale.
Venerdì 16 novembre 2012 ore 16.00 | Centro CEICC, in via Partenope 36, Napoli.
Incontro con gli scrittori:Khaled Solayman – Al Nassyri, poeta, scrittore e grafico siro-palestinese;Fawzi Karim, poeta e intellettuale iracheno; Pina Piccolo, poetessa e traduttrice italo-americana.
Informazioni anche sulla pagina Facebook di uno degli organizzatori-partecipanti
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SETTIMANA DELLA LINGUA ARABA E DELLA CULTURA EGIZIANA
Roma, 12 – 16 novembre
L’ufficio culturale dell’Ambasciata d’Egitto a Roma ha organizzato la prima edizione della settimana della lingua araba e della cultura egiziana. Evidentemente l’arrivo del suo nuovo direttore, che è un italianista ed è appassionato di letteratura e traduzione, comincia a dare i suoi frutti.
Vi segnalo gli appuntamenti più interessanti (e rilevanti per questo blog!), che si svolgeranno in diversi luoghi della capitale, invitandovi però a leggere il ricco programma contenuto nella brochure (qui e qui ), che prevede molti altri momenti dedicati al folklore, cucina, primavera egiziana, ruolo dei media etc. etc.
12 nov | 11.30-12.30 @Sapienza
Conferenza sulla letteratura araba e la letteratura italiana, coordinata dalla Prof.ssa Camera d’Afflitto. Presente lo scrittore egiziano Sonallah Ibrahim!
13 nov | 19-20.30 @Ufficio culturale egiziano
Conferenza sulla traduzione dall’arabo in italiano e viceversa
14 nov | luoghi vari
Giornata dedicata all’insegnamento dell’arabo in Italia
15 nov |10-13 @Sapienza
Conferenza su Letteratura e migrazione, coordinata dalla Prof.ssa Franca Sinopoli. Interviene lo scrittore Mohamed Ghoneim
16 nov | 9-11 @Luiss
Conferenza sul ruolo degli intellettuali nella transizione egiziana, coordinata dalla Prof.ssa Francesca Corrao.
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KARAWAN FEST – IL SORRISO DEL CINEMA ARABO
Roma, 15 – 18 novembre
Rassegna cinematografica dedicata al cinema dai paesi arabi che si svolge nel quartiere di Tor Pignattara dal 15 al 18 novembre: 4 giorni di proiezioni e incontri, un vero e proprio viaggio attraverso il cinema per scoprire su grande schermo colori, passioni e racconti da Tunisia, Algeria, Libano… oltre a un film-evento speciale che inaugura il cartellone di eventi di Karawan!
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PRESENTAZIONI
Roma, 23 novembre
23 nov | dalle 15.00 @Sapienza/Facoltà di Scienze Politiche
Presentazione dell’ultimo numero di Geopolitica dedicato a: “La primavera araba un anno dopo” , con la prof.ssa Biancamaria Scarcia Amoretti e altri relatori. Il programma è scaricabile qui
23 nov | 17.00 @IPOCAN (via Caroncini 19)
Presentazione del libro di Massimo Campanini “L’Alternativa Islamica”, Bruno Mondadori Editore.
Firenze – 28 novembre
Presentazione del libro “Egitto inedito”, dell’antropologa Anna Tozzi de Marco e mostra fotografica del collettivo Al Qarafa (più informazioni a breve)
giovedì 8 novembre 2012
Editoriaraba: dall'arabo al francese
Tra le novità, la traduzione del
nuovo romanzo di Hoda Barakat , il cui titolo francese, Le royaume de
cette terre, rispecchia fedelmente quello arabo. Il libro è
uscito a settembre in Francia e sul sito della casa editrice è disponibile un
estratto dal primo capitolo, nonché un video in cui la scrittrice racconta la
sua ultima fatica.
Dans un village maronite de haute
montagne, replié sur son identité propre qu’il brandit fièrement contre tous
les “autres”, qu’ils soient chrétiens ou musulmans, un homme meurt un jour dans
une tempête de neige et est dévoré par les hyènes. Ses enfants, Salma et
Tannous, se relaient pour raconter les péripéties de leur existence, elle qui
se dévoue pour conjurer le mauvais sort qui plane sur la petite famille, lui
qui est contraint de fuir et n’a que sa belle voix pour compagne.
De l’époque du Mandat français à 1975, quand éclate la guerre civile, Hoda Barakat retrace près de soixante-dix ans d’histoire locale, tantôt tragique, tantôt burlesque. Elle multiplie les angles d’approche, restituant avec autant de précision que de tendresse les gestes de la vie quotidienne, les rites religieux et la langue toujours truculente des habitants. À travers ses personnages hauts en couleur, dévots et belliqueux, ingénus et malicieux, se lisent en filigrane les métamorphoses du lieu, mais aussi son enracinement dans ses traditions ancestrales. Microcosme d’un monde où les minorités confessionnelles sont demeurées réfractaires à l’intégration dans la communauté nationale.
De l’époque du Mandat français à 1975, quand éclate la guerre civile, Hoda Barakat retrace près de soixante-dix ans d’histoire locale, tantôt tragique, tantôt burlesque. Elle multiplie les angles d’approche, restituant avec autant de précision que de tendresse les gestes de la vie quotidienne, les rites religieux et la langue toujours truculente des habitants. À travers ses personnages hauts en couleur, dévots et belliqueux, ingénus et malicieux, se lisent en filigrane les métamorphoses du lieu, mais aussi son enracinement dans ses traditions ancestrales. Microcosme d’un monde où les minorités confessionnelles sont demeurées réfractaires à l’intégration dans la communauté nationale.
Ad ottobre invece è stata pubblicata la
traduzione del secondo romanzo dell’egiziano Khaled al-Khamissi, dal
titolo in francese L’Arche de Noé.
Anche qui la traduzione rispecchia il titolo originale arabo, سفينة نوح . L’Arca di Noè,
pubblicato nel 2009 da Dar el Shorouk, è un racconto corale sull’Egitto
pre-rivoluzionario, quasi un romanzo premonitore degli sconvolgimenti sociali e
politici che il paese avrebbe vissuto di lì a poco. Ennesimo romanzo che
testimonia di quella incredibile capacità degli intellettuali – scrittori,
segnatamente – di avvertire empaticamente i problemi del popolo e tradurli
sotto forma di racconto, romanzo, poesia.
L’auteur de Taxi campe ici, avec la même verve et le même talent de
conteur, douze personnages dont les destins se sont croisés avant ou après
avoir émigré à la recherche d’un emploi – ou tenté de le faire. Le premier,
Ahmad Ezzedine, est un jeune licencié en droit qui ne parvient pas à accéder au
poste qu’il a toujours ardemment souhaité, faute de pouvoir payer le pot-de-vin
“réglementaire”. Il se décide à partir pour les États-Unis et rompt avec sa
fiancée. Celle-ci est contrainte par ses parents à se marier avec un
restaurateur déjà installé à New York. Il est assisté de son cuisinier et homme
à tout faire, Abd al-Latif Awad, entré clandestinement aux États-Unis après un
périple rocambolesque en Amérique du Sud. Mais Abd al-Latif ne tarde pas à se
mettre au service d’un homme d’affaires véreux qui a réussi à passer sa grosse
fortune à l’étranger et dont le fils, Farid, mène à Londres une vie de bâton de
chaise… Défilent ensuite les autres personnages : le professeur de philosophie
dans une université britannique, son cousin reconduit en Égypte après une
tentative ratée d’immigration clandestine, le jeune Nubien d’Assouan, le
passeur débrouillard, la doctoresse copte, la prostituée.
À travers ces portraits se révèle une société sur le point d’exploser, minée par la corruption, la répression politique et les discriminations confessionnelles ou ethniques. À la lumière des événements de 2011 en Égypte, ce roman de Khaled Al Khamissi, paru en 2009, frappe par sa puissance prémonitoire.
À travers ces portraits se révèle une société sur le point d’exploser, minée par la corruption, la répression politique et les discriminations confessionnelles ou ethniques. À la lumière des événements de 2011 en Égypte, ce roman de Khaled Al Khamissi, paru en 2009, frappe par sa puissance prémonitoire.
Il premio Goncourt a Ferrari
Il prestigioso riconoscimento francese allo scrittore Jérome Ferrari
E' l'autore del romanzo Le sermon sur la chute de Rome - in Italia uscirà per le Edizioni E/O il prossimo anno - il vincitore, con una frase che rimanda a Sant'Agostino: "Il mondo è come l'uomo: nasce, cresce, muore". Il premio francese continua a suscitare interesse tanto che si stima che la fascetta rossa aggiunta ai libri valga tra le 300mila e le 500mila copie.
Ferrari, 44 anni, professore di filosofia al liceo, ambienta il suo racconto nelle montagne della Corsica dove il protagonista, Matthieu Antonetti, giovane e brillante studente di filsofia a Parigi, decide di lasciare la capitale per tornare al paese del nonno e rileva il bar di famiglia, libero - fuori dalle strutture intellettuali - di creare il suo migliore dei mondi possibili. Con Ferrari le case editrici che maggiormente hanno goduto del Goncourt, Gallimard e Grasset, cedono il posto a Actes Sud.
E' l'autore del romanzo Le sermon sur la chute de Rome - in Italia uscirà per le Edizioni E/O il prossimo anno - il vincitore, con una frase che rimanda a Sant'Agostino: "Il mondo è come l'uomo: nasce, cresce, muore". Il premio francese continua a suscitare interesse tanto che si stima che la fascetta rossa aggiunta ai libri valga tra le 300mila e le 500mila copie.
Ferrari, 44 anni, professore di filosofia al liceo, ambienta il suo racconto nelle montagne della Corsica dove il protagonista, Matthieu Antonetti, giovane e brillante studente di filsofia a Parigi, decide di lasciare la capitale per tornare al paese del nonno e rileva il bar di famiglia, libero - fuori dalle strutture intellettuali - di creare il suo migliore dei mondi possibili. Con Ferrari le case editrici che maggiormente hanno goduto del Goncourt, Gallimard e Grasset, cedono il posto a Actes Sud.
mercoledì 7 novembre 2012
Bookcity Milano - Città del libro e della lettura
Dal 16 al 18 novembre 2012 la tre giorni dedicata al libro e agli editori con dibattiti, interviste e presentazioni.
L'inaugurazione sarà il 15 novembre al Castello Sforzesco, cuore pulsante dell'iniziativa che vede coinvolta tutta la città intorno al mondo dei libri, da scuole a istituti culturali, fino alle librerie.
Il Premio Holden a Loredana De Vitis
Con il romanzo "Tanto già lo sapevo" la scrittrice pugliese ha vinto il premio Holden nel concorso ilmioesordio 2012.
Si tratta del "premio della critica", attribuito "all’opera che più si distingue per capacità di innovazione nel linguaggio e nella struttura narrativa". Ancora in attesa della proclamazione del romanzo vincitore del premio Feltrinelli.
Nel frattempo, grazie a questo premio, sabato 10 novembre Loredana De Vitis parteciperà a Torino alla settima edizione di Esor-dire.
martedì 6 novembre 2012
Il Premio Anobii raccontato da Editoriaraba
Editoriaraba
L’Anobii First Book Award ad Azâzîl di Youssef Ziedan
E’
lo scrittore egiziano a conquistare il premio, lanciato quest’estate al
Festival internazionale del libro di Edinburgo. La traduzione inglese (curata
da J. Wright, uno dei maggiori traduttori inglesi dall’arabo) del bestseller
dell’egiziano Youssef Ziedan, si è
aggiudicata il primo premio conteso da altri 46 titoli inglesi e internazionali: Azazel era l’unico testo
scritto da un arabo.
Azâzîl ha vinto con il 20% delle
preferenze, su un totale di circa 3.000 voti dati dai lettori di oltre 50 paesi…Italia compresa. Tra i lettori votanti, molti hanno
descritto Azazel come un libro “incredibile”. In una recente intervista pubblicata su Qantara.de, Ziedan spiega il grande successo di
pubblico che il suo libro ha riscosso in Egitto con il fatto che la gente ha
cominciato a cambiare modo di pensare ed agire e a porsi degli interrogativi:
“farsi domande è la prima fonte di conoscenza e consapevolezza”. Azâzîl è il primo romanzo di Ziedan
ad essere tradotto in inglese, nonché il primo libro tradotto a vincere questo
premio. E a proposito di prime volte,
Edinburgo festeggia così le “prime volte letterarie” di ogni tipo, premio Anobii
compreso.
lunedì 5 novembre 2012
Presentazione di "Tunisi, taxi di sola andata" a Tunisi - Centro Dante Alighieri, Venerdì 2 novembre
| Ilaria Guidantoni con il Direttore dell'Istituto italiano di cultura di Tunisi, Luigi Merolla |
| Insieme ad Ilaria Guidantoni, sulla destra, Silvia Finzi, docente presso l'Università di Tunisi, la Manouba |
Chi è il lettore della letteratura araba?
Editoriaraba promuove un'inchiesta che a mia volta voglio rilanciare. Il lettore può scrivere a lunot@email.it, la mail della redattrice Ludovica che ha preparato le domande.
Età, sesso, titolo di studio.
Legge abitualmente?
Cosa pensa della cultura e della letteratura araba?
Le è capitato di leggere opere di autori arabi?
Se sì, quali e perché ha scelto di leggerle? Cosa la incuriosiva? Cosa ne pensa dopo averle lette?
Se no, perché non è attratta dalla letteratura araba?
La divulgazione di opere di scrittori arabi può secondo lei favorire lo scambio culturale e dare un’immagine positiva del “mondo arabo”, di cui spesso vengono messi in luce solo gli aspetti negativi?
editoriaraba
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