sabato 24 marzo 2018

Una ragazza inglese, il debutto letterario di Beatrice Mariani


UNA RAGAZZA INGLESE
Il debutto letterario di Beatrice Mariani 

In libreria dal 27 marzo 2018 per Sperling & Kupfer

Jane Emili non ha ancora compiuto 20 anni, è sola al mondo e priva di qualunque esperienza di vita reale, quando, in un tardo pomeriggio di giugno, si trova di fronte al cancello della villa immersa nella campagna romana dove passerà l’estate. Non ha avuto altra scelta che abbandonare l’Inghilterra, dopo un brillante diploma, e mettersi alla prova come ragazza alla pari per guadagnare qualcosa che le permetta di scegliere da sola il proprio futuro. Non ha nessuna intenzione di seguire i consigli dei suoi zii, unici parenti rimasti, che la spingono verso studi economici. La sua passione è il disegno e vuole riuscirci a tutti i costi, seguendo l’esempio dei suoi genitori che ai propri ideali hanno sacrificato addirittura la vita.
Nella villa viene accolta con affetto da Marina e dal piccolo Nick e la sua nuova quotidianità inizia a scorrere tranquilla, rassicurandola sulla scelta fatta. Tutto cambia d’improvviso dopo il primo burrascoso incontro con il suo datore di lavoro, Edoardo Rocca, un uomo d’affari ben più grande di lei, che di anni ne ha 37, zio del bambino. È bello, sicuro di sé, ma sfuggente. Jane ne è intimorita e al tempo stesso irrimediabilmente attratta. E’ un sentimento che la invade e la tormenta, che non sa a chi confidare, di cui si accorge subito Bettina, la ex baby sitter che lavorava per sua zia, ancora legata a Jane, che prova a metterla in guardia.
Anche la sua nuova amica Ivana cercherà di farla ragionare e di convincerla a divertirsi con i ragazzi della sua età, come Filippo e Andrea, ricordandole che Edoardo appartiene a un altro mondo. Jane questo lo sa bene, eppure sente verso di lui un’affinità che nessuna logica può spiegare.
Sarà a notte fonda, dopo una festa finita male, che tra Jane ed Edoardo si accenderà una passione che sfida il buonsenso e la convenienza, non solo per la differenza di età. C’è Roberta, ex moglie fin troppo presente, c’è Bianca, un’avvocatessa che sembra essere importante per lui, ma soprattutto c’è qualcos’altro che Edoardo nasconde, segreti ed errori che stanno per travolgerlo. Quando questo accadrà, come potrà proteggersi Jane?
A 200 anni dalla nascita di Charlotte Brontë, il suo splendido romanzo Jane Eyre ispira una nuova storia. La storia di un sentimento travolgente e travagliato, in cui un uomo adulto ma ancora fragile e una ragazza giovanissima ma cresciuta in fretta suo malgrado, si avvicinano e si allontanano seguendo i capovolgimenti della vita, costretti a fare i conti con se stessi e con il destino.


mercoledì 21 marzo 2018

I racconti "noir" di Angelo Gaccione


“La striscia di cuoio” di Angelo Gaccione

Scritto da   Mercoledì, 21 Marzo 2018 
“La striscia di cuoio” di Angelo Gaccione
Racconti brevi, alcuni brevissimi, istantanee puntuali anche quando raccontano un'atmosfera fiabesca, sospesa: sono quadri di vita ordinaria della borghesia intellettuale, del nord per lo più, talora circostanziata come cronache e foto in presa diretta. Una scrittura raffinata, composta, tra nel panorama contemporaneo e pure non volutamente preziosa. C'è una nota noir, un senso di morte che sgomenta, che spesso arriva improvviso e inevitabile come nella vita. Nessuna nota pulp, nessun compiacimento. È un esercizio di stile alto.

La raccolta presenta dodici racconti il cui titolo è preso da uno de testi, forse il più enigmi, in qualche modo inquietante, del narratore e drammaturgo Angelo Gaccione, nato a Cosenza, vive e lavora a Milano dove dirige la testata cultura Odissea. Importante suo impegno vile espresso anche attraverso la sua produzione saggistica.

Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/recensioni-libri/libri/la-striscia-di-cuoio-di-angelo-gaccione-recensione-libro.html

lunedì 12 marzo 2018

Le premier sexe, la Francia torna a riflettere sulla rivalità sessuale


“Le Premier Sexe” di Éric Zemmour

Scritto da   Lunedì, 12 Marzo 2018 
“Le Premier Sexe” di Éric Zemmour
Pamphlet, il “primo sesso” che ricorda da vicino nel titolo e nello spirito Le deuxième sexedell’esistenzialista Simone De Beauvoir ma con una prospettiva rovesciata. Pungente, ironico, ben documentato, l’ottica conservatrice d’Éric Zemmour porta avanti la rivincita degli uomini più che contro le donne contro un inno all’uguaglianza omologante. Uno sguardo implacabile sulla realtà, dal mio punto di vista non molto condivisibile, soprattutto sotto il profilo etico, quanto però stimolante. Un’ottica ormai insolita, quella della diversità dei sessi, della tutela del modello tradizionale della famiglia, anche se difeso ad oltranza con tutti i suoi limiti e carichi pendenti. Certamente un modo per mettere i puntini sulle i rispetto ad una visione che talora è buonista senza essere davvero buona. In ogni caso un ritratto acuto ed arguto della società che cambia. Colto ma divertente. Da leggere, anche per poter dire la propria in modo più circostanziato.


Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/recensioni-libri/libri/le-premier-sexe-di-eric-zemmour-recensione-libro.html

domenica 25 febbraio 2018

Paul Nizan esistenzialista dimenticato


"Aden Arabie" di Paul Nizan

Scritto da   Domenica, 25 Febbraio 2018 
"Aden Arabie" di Paul Nizan
Aden Arabie, celeberrimo per il suo incipit, è una sorta di diario di viaggio, a metà tra il saggio e la riflessione personale che racconta in realtà un anti-viaggio, la delusione della ricerca di altro e la scoperta dell’inganno dell’uomo che ovunque è asservito al denaro mentre solo nella storia e nella poesia assume dignità. E ‘ il volto scuro dell’esistenzialismo, agli antipodi con l’idea dell’uomo nuovo sognato da Camus. E’ in fondo un rinunciatario che si ripiega in un mondo borghese dal quale proviene. Leggerlo perché testimonia e completa un’epoca di lacerazioni e contraddizioni e in questo caso anche di austera coerenza: l’uomo che disse sempre no. Per questo messo da parte. Bella, colta la scrittura, poetica e sintetica ad un tempo anche se il filo è relativamente faticoso da seguire.


Ho ritrovato una vecchia copia di Aden Arabie, in italiano, libro scritto da Paul Nizan, pubblicato nel 1931, con la prefazione di Jean Paul Sartre in occasione della riedizione del 1960. La prefazione è interessante e accorata ancorché faticosa da leggere, un po’ farraginosa, nello stile forse eccessivamente complicato del più noto esistenzialista francese, per questo più noto. L’introduzione ci permette di conoscere però un personaggio poco noto in Italia non fosse per quell’incipit noto, restato celebre: «J'avais vingt ans.

Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/recensioni-libri/libri/aden-arabie-di-paul-nizan.html

venerdì 2 febbraio 2018

Appuntamenti romani con i pensieri e le immagini di Gianni Toti sulla poesia

Venerdì 9 Febbraio 2018, ore 18.00

Libreria "Pagina 272"
«La parola poesia è la prima poesia. Pensieri e immagini di Gianni Toti sulla poesia»
a cura de La Casa Totiana
Introdurrà Ludovico Fulci scrittore, saggista
Presenterà l'opera Silvia Moretti curatrice
Saranno presenti:
- Pia Abelli Toti  presidente dell'associazione La Casa Totiana
- Biagio Cipolletta scrittore, poeta
- Giorgio Patrizi italianista, critico letterario

Libreria "Pagina 272"
Via Salaria, 272 - Roma


La Casa Totiana
«La parola poesia è la prima poesia. Pensieri e immagini di Gianni Toti sulla poesia»
Rubbettino, 2017
€ 14,00

Gianni Toti era un visionario. Uno che gli occhiali per la realtà aumentata se li era disegnati addosso in tempi non sospetti. E immaginava nuvole, profetici “cloud”, che collegassero dati e contenuti. Gianni Toti viaggiava con una macchina fotografica truccata dove un campanello, posto tra l’otturatore e l’obiettivo, gli consentiva di cogliere di sorpresa quanto lo circondava. Portava al collo un borsello pieno di penne, matite, pennarelli. Passeggiava per le capitali del mondo con la telecamera accesa a penzoloni, perché voleva vedere la realtà da altri punti di vista. E non smetteva mai di commuoversi di fronte al cielo azzurro, agli alberi e ai versi di Majakovskij.
Poeta, cineasta, giornalista, inventore irriverente di neologismi e di non-libri, alla ricerca ostinata del pensiero non ancora pensato, a 60 anni Toti si avvicina a una consolle elettronica in uno studio televisivo. Diventa poetronico. Compone dapprima videopoesie, poi VideoPoemOpere. La tecnologia elettronica, per non parlare in seguito del digitale, gli consente di realizzare ciò che prima era stato solo un suo miraggio: trasformare le parole e i pensieri in immagini-sonore, e suoni immaginati, in movimento.
Questo oggetto-libro è un omaggio che La Casa Totiana dedica a Gianni Toti (1924-2007) a dieci anni dalla sua scomparsa, e un tributo al suo universo poetico che si è sviluppato nei decenni e articolato attraverso vari media: “La mia immaginazione attendeva le tecnologie elettroniche!” diceva spesso. Cosa avrebbe sperimentato oggi Gianni Toti? Alla domanda ha risposto La Casa Totiana realizzando le “Cartaviglie in realtà aumentata” con il contributo della start-up innovativa Poetronicart e della casa editrice Rubbettino. 6 tavole libere e una app mobile scaricabile su dispositivi android e Ios, per esplodere gli indizi poetici entrando in universi espansi da esplorare attraverso animazioni, interviste, contributi grafici e video. Eccolo, il multi-verso di Gianni Toti.


Ludovico Fulci ha sperimentato varie forme di scrittura, dalla sceneggiatura radiofonica alla poesia, dal racconto al romanzo, dall’articolo giornalistico al saggio breve e allo studio monografico. Numerosi suoi scritti a carattere filosofico-letterario sono apparsi su riviste internazionali e universitarie ed è stato lettore MAE alle università di Hanoi, di Birmingham e di Breslavia. Per Edizioni Progetto Cultura ha pubblicato le raccolte di poesie "Cosalità della parola" (2015) e "Dalla parte delle cicale" (2016). Per Alter Ego ha pubblicato il romanzo "L'elogio del soffranzo" (2015).

Silvia Moretti (Vittorio Veneto 1984), dottorato di ricerca alla Scuola Normale di Pisa, ha collaborato con Rai Storia e curato l'archivio di Gianni Toti presso l'Associazione culturale La Casa Totiana. Attualmente lavora nel team della startup Poetronicart per la quale ha sviluppato i contenuti del libro in realtà aumentata "La parola poesia è la prima poesia" (Rubbettino 2017). Su Gianni Toti ha curato con Sandra Lischi il volume "Gianni Toti o della poetronica" (Ets 2012).

Pia Abelli Toti nasce a Trieste nel 1941, da genitori friulani. Trascorre la gioventù in Friuli, finché vita e studi (geometra, geologa, psicologa) la portano a Roma. Operando professionalmente e Interrogandosi su: “Come pensa l’uomo?” incontra Gianni Toti, la cui scomparsa muove alla costruzione de La Casa Totiana prima e al Progetto Poetronicart poi. Trattasi di una piattaforma tecnologica che offre servizi nell’ambito culturale facendo interagire Arte-Scienza-Economia.

Biagio Cipolletta, già ordinario di Italiano e Latino nel Liceo Linguistico e di Scienze Umane a Roma, scrive per riviste letterarie ed è presente in diverse antologie. Membro di giuria in concorsi poetici nazionali (Concorso “L’ho scrittoIO” presso “La Sapienza”), recensore, prefatore e saggista, tiene conferenze in molti circoli culturali romani e nei laboratori di scrittura creativa. Ha già pubblicato quattro libri di poesie: "Brividi di sole" (Fabio Croce Editore, 2004), "Destination Norway" (Edizioni Libreria Croce, 2009),  "Di città in città"  con M. Anastasi e L. Fulci  (Edizioni Libreria Croce, 2011) e "La Traversina e il Melograno" (Alter Ego Edizioni, 2014).

Giorgio Patrizi insegna Letteratura italiana all’Università del Molise ed è autore d’importanti saggi sulla letteratura del secondo Ottocento e del Novecento, tra cui "Pirandello e l'umorismo" (Lithos) e "Narrare l'immagine. La tradizione degli scrittori d'arte" (Donzelli). La sua ultima pubblicazione è "Gadda" (Salerno editore), vincitore del Premio Flaiano.

giovedì 1 febbraio 2018

Abu Qasim al-Chabbi, il poeta nazionale tunisino che guardava la natura

I canti della vita - Abū l-Qāsim ash-Shābbi

Scritto da   Giovedì, 01 Febbraio 2018
I canti della vita - Abū l-Qāsim ash-Shābbi
Traduzione dall’arabo, Imed Mehadheb
Saggio introduttivo e cura, Salvatore Mugno
Il poeta tunisino nazionale, totalmente ignorato in Italia, disconosciuto in patria perché considerato un personaggio scomodo, sopra le righe, anticonformista, provocatorio e ferocemente critico verso il popolo tunisino e la cultura araba. Adotta nei canti della vita una forma tradizionale anche se si avverte il lavorio interiore, l’angoscia, la rabbia, il pessimismo cosmico, con una presenza forte della morte. Il sogno dell’amore, un anelito che non sembra realizzarsi, è centrale così come singolarmente ha una forte centralità insolita per il mondo arabo la natura, talora madre matrigna. Nella forma romantico ha dell’uomo contemporaneo il travagli interiore, la lacerazione, il senso di colpa senza remissione che lo avvicina certamente a Scalesi. Interessante la confezione del libro con saggi che restituiscono il personaggio a tutto tondo. La rivisitazione poetica è una licenza che per chi conosce un poco la lingua araba forse fa perdere la rispondenza del testo.

Il poeta nazionale tunisino, il poeta del deserto, di Tozeur, come Mario Scalési lo era del Mediterraneo.

Per una lettura completa dell'articolo: http://www.saltinaria.it/recensioni-libri/libri/i-canti-della-vita-ab-i-q-sim-ash-sh-bbi.html